I “Mastri” profumieri: un ruolo decisivo per lo sviluppo delle attuali profumerie off e online!

Dagli olii profumati egiziani all’acqua di rose Persiane fino al profumo a base alcolica Fiorentino, il made in Italy sbarca in Francia!

Fu proprio Caterina de' Medici a portare la profumeria in Francia, infatti andando sposa ad Enrico II di Francia, portò con sé il proprio profumiere, Renato (o Réné) il Fiorentino (Renato Bianco).

Cosa nascondevano le sfere che Caterina detta la mercantessa annusava periodicamente?

A rivelarlo fu proprio lui Renato che li produceva per lei: sfere ornamentali a forma di melograni, che racchiudevano pomate ed erbe profumate, composti che “ingentilivano” i rapporti tra le persone grazie al profumo che da quelle sfere si sprigionava.

Fino alla fine del XVIII secolo Firenze e Venezia erano il polo di produzione di profumi più importante d'Europa. Il ‘900 consacra la profumeria italiana come la più importante e diffusa sul territorio nazionale. Dal 1970 al 2000 anni del trionfo del made in Italy. Alcune case cosmetiche hanno una produzione che soddisfa un’esigenza provinciale o regionale, altre esportano con successo i loro prodotti anche all’estero.

Che dire di Oggi? Come cambia lo scenario con la globalizzazione avvenuta nel 21° secolo?

Da consumatori a cittadini del mondo e da artigiano di lusso a industria dei profumi, inizia una nuova era!

Grandi nomi diventano protagonisti del mondo dei profumi tra cui: Estée Lauder, L’Oréal, Procter & Gamble, Shiseido, Coty.
Da lì a poco la lieçon tra moda e profumi vaporizza la frontiera tra i due mondi, nascono nuovi accordi di licenze: Dolce & Gabbana con Procter & Gamble, Diesel con L’Oréal, Prada con Puig, la griffe francese Chloé al gruppo americano Coty, solo per citare alcuni esempi.

Il successo del connubio moda e bellezza si estende ai prodotti di cura personale, con lo sviluppo di linee di cosmesi griffate: Giorgio Armani apre allo skin care e raggiunge i capostipiti Chanel, Dior, Givenchy, YSL.

Un mondo aperto senza confini un innesco di odori da ogni angolo del mondo fa si che ci siano sempre nuovi olfatti da soddisfare!
Da una parte il consumatore che vive l’esperienza presso gli store dall’altra il consumatore maturo che conosce già il profumo e lo acquista velocemente online sulla base del ricordo che ha lasciato sulla sua pelle, una specifica marca.

Nascono così gli e-commerce anche di profumi in poche mosse il nostro profumo preferito ci arriva direttamente a casa. Aumentano gli studi fino a consacrare il 2004 come l’anno in cui il premio Nobel per la Medicina viene attribuito a due scienziati americani, Richard Axel e Linda B. Buck, per le loro scoperte sui recettori dell'olfatto e l'organizzazione del sistema olfattivo.
Si parla di Marketing olfattivo talvolta gli odori permettono alle imprese di consolidare la propria immagine e di creare una forte identità attorno al marchio allo stesso titolo di un logo: Acquadi giò, Armani, Ferragamo , Bulgari. Si può vivere senza profumi?
La risposta non lascia dubbi!

 

A cura di: Sara Laveglia

 

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